Vai al contenuto

Imparare a disegnare #8: Luci e ombre

Imparare a disegnare luci e ombre

Quando impariamo a disegnare, ci rendiamo conto di tutti gli aspetti e i dettagli fondamentali necessari per realizzare un buon disegno. In questi mesi ne abbiamo già affrontati tanti, e se ne hai perso qualcuno ti lascio qui sotto l’elenco di tutti gli articoli al riguardo:

#1 – Osservare il mondo intorno a sé;
#2 – Un esercizio per allenare l’emisfero destro;
#3 – Superare la paura del foglio bianco;
#4a – La carta e le matite;
#4b – Carboncino e inchiostri;
#4c – Altri strumenti da disegno;
#5 – La composizione;
#6 – La prospettiva;
#7 – La lineart.

Sebbene esistano tanti stili di disegno, e molti di questi siano determinati sono da linee e forme, per realizzare un disegno che sia realistico non possono mancare due elementi fondamentali. Due elementi che, se utilizzati correttamente, possono dare risultati sorprendenti: le luci e le ombre.

Stili di disegno

Come dicevo poco sopra, non tutti gli stili di disegno necessitano di luci e ombre per funzionare bene. Un esempio è lo stile minimal, dove linee e forme la fanno da padrone e raramente vengono aggiungi toni piatti per simulare le ombre basilari. Poi ci sono stili di disegno come quello dei fumetti o dei manga, dove solitamente (salvo rari casi) la colorazione è limitata a un solo livello di luci e uno di ombre. E poi ci sono gli stili più realistici, dove l’illustrazione è sempre più tridimensionale per via del fatto che, come avviene nella realtà, abbiamo varie tonalità di ombre e luci.

La scelta dello stile è del tutto personale, e non esiste uno stile migliore o peggiore. Lo stile si forma col tempo, e dipende da tanti fattori. Qualunque stile tu abbia, le nozioni riguardanti luci e ombre valgono universalmente e possono essere applicate ovunque. Iniziamo!

stili disegno
Esempio di vari stili di disegno. Da sinistra a destra: donna in stile minimal (© Pixabay); ragazza in stile manga (© Niabot, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons); volto di ragazza in stile realistico (© Henryk Grombecki, Public domain, via Wikimedia Commons).

L’illusione della tridimensionalità

Come ormai avrai capito, l’arte visiva è creare l’illusione della tridimensionalità su una superfice bidimensionale. L’artista è dunque come un mago, o forse un illusionista. L’artista impara le leggi che governano l’Universo per poterle applicare nelle sue opere, affinché risultino credibili e, soprattutto, comunichino qualcosa a chi l’osserva.

Le luci e le ombre rendono reali i soggetti perché creano il senso della tridimensionalità. Esse hanno il compito di “scolpire” le forme, e dargli risalto scivolando sulle superfici.

Ma in che modo funzionano? Come si applicano correttamente in un disegno? Scopriamolo un passo per volta.

Luci e ombre

Sia le luci che le ombre possiedono caratteristiche particolari. Vediamo quali sono:

Colore: se pensi che le luci siano solo bianche e le ombre siano nere, mi dispiace deluderti! Luci e ombre possono avere varie tonalità, che dipendono spesso dall’ora del giorno e da altri fattori presenti nella scena. Ad esempio, al tramonto la luce è solitamente un arancione caldo e dorato, mentre le ombre tendono ad avere un colore blu-viola. Osserva la realtà, facci caso!

Temperatura: per capire se una luce è calda o fredda, bisogna far caso al suo colore. Se la luce è ad esempio gialla o arancione, è calda. Se invece è ad esempio blu o bianca, è fredda. Questo vale anche per le ombre, sebbene essendo scure solitamente tendono ad avere tonalità prevalentemente fredde. Tuttavia esistono anche ombre dai toni della terra, come il marrone ad esempio, che invece hanno delle vibrazioni più calde.

Posizione: luci e ombre sono strettamente correlate e collegate tra loro. La posizione della sorgente di luce e la sua distanza dal soggetto determina la posizione e l’intensità delle ombre. Se la sorgente di luce è distante, le ombre sono solitamente più soffuse. Al contrario, se la sorgente di luce è vicina e più intensa, le ombre sono nette e dure.

esempi-luci
In queste due foto notiamo diversi tipi di luci e ombre. Nell’immagine a sinistra, il sole ha una luce chiara ma diffusa, anche grazie alla presenza delle nuvole, e le ombre sono di un blu-grigio. Nella foto a destra, la luce del sole è arancio-dorata e le ombre hanno toni più scuri ma più caldi. Immagini © Unsplash.

Un cerchio che diventa una sfera

Facciamo un esempio pratico usando una delle forme più semplici e basilari: una sfera. Seguimi passo per passo!

  1. Disegnamo un cerchio. In questo momento è una semplice forma geometrica, piatta e anonima;
  2. Scegliamo un colore di riempimento per il nostro cerchio. Io ho scelto il verde. Notiamo che la nostra è ancora una forma bidimensionale;
  3. Ora inseriamo una sorgente di luce nella nostra scena. Possiamo scegliere liberamente sia la sua posizione sia il suo colore. Io la posiziono in alto a sinistra, come se fosse il sole al mattino. La mia luce sarà calda e di colore giallo;
  4. A questo punto, la luce colpirà il nostro cerchio. Dato che la sorgente è in alto a sinistra, i raggi del sole scenderanno in maniera perpendicolare sulla superficie dell’oggetto e lo illumineranno come vedi nell’esempio. Essendo sferico, la luce sarà più intensa nel punto in cui colpisce l’oggetto e più soffusa sul resto della superficie esposta;
  5. La presenza di luce genera automaticamente delle ombre. La nostra sorgente di luce è distante, e dunque le ombre saranno soffuse. In generale, le ombre si trovano dal lato opposto alla superficie illuminata dalla luce, come puoi vedere nell’esempio.
luci e ombre
Vediamo un passo alla volta come funzionano luci e ombre. © Laura Maccarrone.

Di che colore è un’ombra?

Adesso che è il momento di inserire le ombre nel nostro esempio, è importante che ti spieghi in che modo viene determinato il colore di un’ombra.

In una scena all’aperto, quasi sempre il colore delle ombre è il colore del cielo, ma più scuro è più tendente al grigio. Dunque in un paesaggio assolato durante una giornata di cielo limpido le ombre saranno di un blu-grigio, dai toni freddi.

E se siamo al chiuso? Anche qui dipende da tanti fattori, ma la cosa migliore da fare è osservare la realtà. Metti degli oggetti sul tavolo e osserva: di che colore sono le ombre che si formano? Prova a tenere gli occhi socchiusi per eliminare i dettagli superflui e concentrarti solo sulle tonalità di colore.

In generale, quando le luci sono calde le ombre sono fredde, e viceversa. Ma ricorda che queste caratteristiche variano molto, e che è sempre bene osservare la realtà per capire come funzionano queste cose.

Nel nostro esempio, dato che sto usando una luce simile a quella del sole farò finta di essere all’aperto, e dunque le mie ombre saranno tendenti al blu.

sfera luci e ombre
Le ombre sulla sfera sono di una tonalità fredda, in contrasto con la luce calda che la illumina. © Laura Maccarrone.

Hai notato che il nostro cerchio non è più una forma geometrica piatta, ma è diventata una vera e propria sfera? Ombre e luci rendono più realistico il soggetto, descrivendone le forme e dandoci l’illusione della realtà. Completiamo il nostro esempio con un ultimo passaggio: le ombre portate.

Le ombre portate

Le ombre proprie sono le ombre che si formano sull’oggetto quando viene illuminato.

Le ombre portate sono invece le ombre che l’oggetto crea sulle superfici e sugli oggetti intorno a sé.

Nel nostro caso, la sfera proietta un’ombra sulla superficie immaginaria dove è appoggiata. Quest’ombra è molto importante, perché ci racconta tantissime cose del nostro oggetto.

Innanzitutto, ci fa capire che il nostro oggetto è appoggiato su una superficie. Se stesse galleggiando nello spazio, non ci sarebbe nessuna ombra portata.

La dimensione e i contorni dell’ombra ci dicono anche la posizione della luce e la sua distanza. Se ad esempio la luce fosse sulla linea dell’orizzonte (come il sole al tramonto, ad esempio) la nostra ombra portata sarebbe molto allungata. Al contrario, più la sorgente di luce è alta e quasi perpendicolare all’oggetto, più l’ombra sarà stretta e piccola, se non addirittura quasi assente.

Inoltre, come abbiamo già detto in precedenza, più la luce è vicina e più i contorni dell’ombra sono netti. Prova ad avvicinare e allontanare una lampada dal tuo soggetto. Noterai che all’avvicinarsi della luce la forma dell’ombra portata sarà molto netta, mentre distanziandola sarà sempre più morbida e sfumata.

ombra portata
Ed ecco finalmente la nostra sfera completa di luci, ombre proprie e ombra portata. © Laura Maccarrone.

Una sfera tridimensionale

Ora che abbiamo completato i vari step, puoi vedere che abbiamo ottenuto un vero e proprio oggetto tridimensionale. Il corretto utilizzo di luci e ombre ci permette di fare questo, e molto di più: entrambe infatti hanno una forte valenza espressiva.

Provi le stesse emozioni osservando un paesaggio con la pioggia piuttosto che col sole? Oppure lo percepisci allo stesso modo all’alba e al tramonto?

Un artista sceglie il tipo di illuminazione anche in virtù delle emozioni che vuole trasmette, o delle cose che vuole comunicare. Perciò è fondamentale esercitarsi tanto e imparare a usare nel modo giusto questi elementi, perché hanno un forte significato.

Un argomento lungo e complesso

Luci e ombre sono talmente complessi e vari che è impossibile parlarne totalmente in uno spazio piccolo come questo articolo. Realizzare luci e ombre su un volto umano è molto più difficile che farlo su una semplice sfera, sebbene il principio sia lo stesso.

Ti invito ad approfondire l’argomento e ad esercitarti anche per conto tuo, tramite libri o corsi specifici e tanta, tanta pratica. Un libro ottimo su questo argomento (disponibile solo in inglese) è Color and Light di James Gurney. In italiano trovi invece il pratico manuale di Giovanni Civardi sul Chiaroscuro, piccolo ed economico ma ben strutturato. Non smettere mai di nutrire la tua curiosità!

Conclusione

Spero che questo articolo ti sia stato utile e d’ispirazione. Se ci sono aspetti che vorresti che approfondissi, scrivimi pure e fammelo sapere! Noi ci ritroviamo al prossimo appuntamento della rubrica “Imparare a disegnare”. A presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre + 10 =