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Imparare a disegnare #6: La Prospettiva

Quando ho ideato la rubrica Imparare a disegnare era l’estate 2022, e ricordo che ero molto emozionata ed entusiasta mentre scrivevo la lista di tutti gli argomenti che avrei voluto trattare. Oggi mi sembra strano vedere che ne ho già pubblicati tanti, anche se non siamo nemmeno al metà del programma che ho pensato. Ma sono comunque argomenti importanti, che ho scritto con passione e con il desiderio di condividere le mie conoscenze con gli altri.

Negli episodi precedenti

Mentre ci apprestiamo ad affrontare l’argomento di oggi, ti elenco qui di seguito tutti i blog post precedenti che fanno parte della rubrica Imparare a disegnare. In questo modo puoi fare un veloce ripasso, oppure recuperare quelli che hai saltato:

#1 – Osservare il mondo intorno a sé;
#2 – Un esercizio per allenare l’emisfero destro;
#3 – Superare la paura del foglio bianco;
#4a – La carta e le matite;
#4b – Carboncino e inchiostri;
#4c – Altri strumenti da disegno;
#5 – La composizione.

Oggi invece parliamo di un argomento importantissimo e a volte un po’ ostico, ma estremamente utile per creare il senso della realtà: la prospettiva.

Cos’è la prospettiva?

La prospettiva non è altro che un’illusione ottica che crea la percezione della profondità su una superficie che in realtà è bidimensionale. Nella storia dell’arte, le tecniche prospettiche sono state diverse e non sempre prettamente realistiche. Ogni tipo di espediente prospettico era atto a rappresentare al meglio le esigenze artistiche dell’epoca, e dunque non sempre era necessaria la verosimiglianza. Un esempio lo troviamo nell’arte egizia o babilonese, dove gli elementi che venivano posti in alto erano, in realtà, dietro gli elementi posti in basso. Inoltre, è tipico dell’arte egizia rappresentare le figure umane di profilo ma con gli occhi frontali, andando dunque contro la reale conformazione dell’anatomia.

Un esempio della prospettiva nell’arte egizia. © Author Georges Perrot and Charles Chipiez Translator Walter Armstrong, Public domain, via Wikimedia Commons.
Un esempio dell’uso della prospettiva nell’arte medioevale. © Master of the Epître d’Othéa, Public domain, via Wikimedia Commons.

La prospettiva scientifica

È solo nel Rinascimento che le tecniche prospettiche basate su una geometria specifica e su una verosimiglianza con la realtà diventano concrete. Questo tipo di prospettiva viene detta prospettiva scientifica, e venne sperimentata per la prima volta dall’architetto toscano Filippo Brunelleschi. Egli si accorse, osservando due vedute di Firenze tramite il foro praticato su una tavoletta, che nella realtà le linee tendono tutte a convergere verso un unico punto invisibile. Di conseguenza, Brunelleschi disegnò su carta il risultato di queste considerazioni, e da questo esperimento nacquero le basi per la prospettiva geometrica che utilizziamo ancora oggi.

Diagramma dell’esperimento di Brunelleschi con la prospettiva lineare. © Amphicoelias, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Elementi della prospettiva geometrica

Gli elementi basilari della prospettiva geometrica sono i seguenti:

  1. Linea dell’orizzonte: è una linea orizzontale immaginaria che coincide con il punto di vista dell’osservatore.  A seconda della posizione della linea dell’orizzonte (quindi in base all’altezza dell’osservatore), la visione d’insieme sarà differente. Tutti gli elementi collocati al di sopra di questa linea saranno visti dal basso, in quanto appunto il nostro sguardo sta al di sotto. Al contrario, tutti gli elementi al di sotto della linea ci appariranno visti dall’alto, in quanto saranno in basso rispetto al nostro punto di vista.
  2. Punto di fuga: è un punto immaginario posizionato sulla Linea dell’orizzonte, nel quale vanno a convergere tutte le linee degli elementi presenti nella scena. Un’immagine può avere uno o più punti di fuga.
  3. Linee prospettiche: sono tutte le linee immaginarie che compongono la scena e che convergono nel Punto di fuga.
Rappresentazione degli elementi base della prospettiva geometrica: Linea dell’orizzonte (Horizon Line); Punto di Fuga (Vanishing Point); Linee prospettiche o ortogonali (Orthogonal Lines). © Maura Valentino, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons.

Tipi di prospettiva

Esistono diversi tipi di prospettiva, determinati dalla presenza di uno o più punti di fuga. Vediamo quali:

  1. Prospettiva Centrale: la Prospettiva Centrale è determinata dalla presenza di un unico punto di fuga, nel quale convergono tutte le linee prospettiche. È un punto di vista frontale, dove l’osservatore guarda dritto davanti a sé. Il Punto di fuga è solitamente al centro della scena.
  2. Prospettiva Angolare o Accidentale: questa prospettiva è caratterizzata dalla presenza di due punti di fuga, solitamente posti uno a sinistra e uno a destra sulla Linea dell’orizzonte. L’osservatore ha un punto di vista obliquo rispetto agli elementi della scena, e ciò trasmette un maggior senso di tridimensionalità.
  3. Prospettiva Aerea: la Prospettiva Aerea è caratterizzata dalla presenza di tre punti di fuga. I primi due si trovano sulla Linea dell’orizzonte come avviene nella Prospettiva Accidentale, mentre il terzo si posiziona in verticale al di fuori della Linea dell’orizzonte, e può trovarsi molto in alto o molto in basso. La visione d’insieme è obliqua e molto allungata, e ci permette di vedere un edificio molto alto o molto profondo.
Diversi tipi di prospettiva. Da sinistra: Prospettiva centrale; prospettiva accidentale; prospettiva aerea. © Laura Maccarrone.

Elementi per simulare la profondità

Oltre alla prospettiva geometrica, esistono determinate tecniche ed espedienti per simulare la profondità anche in immagini nelle quali la prospettiva non è particolarmente marcata, come ad esempio i paesaggi senza elementi architettonici. Vediamoli insieme:

  1. Prospettiva atmosferica: fu studiata con attenzione e messa a punto da Leonardo da Vinci intorno al 1420. Consiste nel rappresentare gli elementi più distanti in maniera sfocata, ma soprattutto tendenti sempre più ad una colorazione azzurra. Tale colorazione è data dall’atmosfera terrestre, la quale è maggiormente accentuata nei soggetti in lontananza e molto rarefatta in quelli più vicini (basta pensare, ad esempio, a come vediamo le montagne all’orizzonte durante una giornata di sole). Il cambiamento della tonalità degli elementi con l’aumentare della distanza dall’osservatore viene chiamato anche Prospettiva cromatica, ed è strettamente collegata con i principi della prospettiva atmosferica.
  2. Quinte prospettiche: se siete mai stati a teatro, avrete notato che la scenografia è spesso costituita da elementi sagomati posti ai lati del palco che simulano l’effetto della profondità dello scenario nel quale si svolge l’opera. Sono le cosiddette quinte, e le Quinte prospettiche hanno esattamente lo stesso scopo. All’interno di un immagine, possiamo simulare la profondità inserendo ai lati del quadro degli elementi che ci permettano di creare questo effetto (ad esempio, dei cespugli visti da vicino o la sagoma di un albero in primo piano).
  3. Sovrapposizione: sovrapporre elementi diversi ci fa capire cosa sta davanti e cosa dietro, e di conseguenza simula un effetto di profondità. Quando realizzate un illustrazione, ricordatevi di creare interesse con questo espediente per non far risultare gli elementi troppo piatti!
  4. Lontano/vicino: per simulare la distanza, è utile rappresentare gli oggetti lontani più piccoli e quelli più vicini più grandi, come è normale che sia. Ovviamente questo dipenderà molto anche dal vostro soggetto, ma ricordate che se avete dubbi basta osservare la realtà nel dettaglio, e non potrete mai sbagliare.
Nella Gioconda di Leonardo da Vinci possiamo vedere nello sfondo un’applicazione della prospettiva atmosferica. © Wikimedia Commons.

Esercizi pratici

Imparare a disegnare correttamente la prospettiva non è immediato, e richiede sicuramente esercizio costante. Tuttavia è importante iniziare e non farsi scoraggiare dalle difficoltà, perché una volta compresi bene i concetti base vi verrà assolutamente naturale applicarli ai vostri disegni. Vi elenco qui sotto un paio di esercizi utili da fare sin da subito:

  1. Selezionate alcune foto. Potete prenderle da internet o usare le foto che avete scattato in vacanza o in giro. Se possibile, scegliete foto con elementi architettonici in quanto la prospettiva sarà più marcata e visibile. Una volta scelte le foto, osservatele bene e studiatele con cura. Quanti punti di fuga ci sono? A che livello è la Linea dell’orizzonte? L’osservatore (in questo caso, la macchina fotografica) in che posizione è rispetto alla scena? Riuscite a individuare le linee prospettiche? Se vi viene meglio, provate a disegnare sopra la foto con un colore rosso per marcare le varie parti già individuate;
  2. Una volta analizzate una o più immagini, provate a disegnare su carta la stessa scena, provando ad applicare le regole della prospettiva spiegate finora. Non preoccupatevi se all’inizio è difficile e non viene perfetto, vedrete che con l’esercizio capirete sempre meglio come gestire i vari elementi e ad un certo punto lo farete con estrema naturalezza.

Approfondimenti

La prospettiva è un argomento ampio e molto complesso, che qui ho solo accennato nelle sue componenti più importanti. Se volete approfondire e studiare come si deve, vi consiglio di utilizzare manuali specifici, leggere articoli relativi e magari fare qualche corso dedicato.

Conclusione

Spero che anche questo appuntamento della rubrica Imparare a disegnare sia stato utile per voi, e che vi abbia fatto venire voglia di ampliare i vostri orizzonti e imparare cose nuove. Se avete curiosità o dubbi, scrivete pure. Al prossimo appuntamento!

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