Imparare a disegnare #4b: Carboncino e inchiostri

Imparare a disegnare - carboncino e inchiostri

Dopo aver iniziato a conoscere le caratteristiche dei vari tipi di carta e di matite, oggi proseguiamo il nostro viaggio tra i materiali da disegno parlando di due strumenti utili e molto espressivi: il carboncino e gli inchiostri.

1. Carboncino

Il carboncino è uno degli strumenti da disegno più antichi. Si tratta fondamentalmente di legni leggeri che vengono carbonizzati e poi compressi in stecche o bastoncini. Per natura sono molto friabili e morbidi, caratteristica che li rende molto espressivi nel tratto ma poco adatti ai lavori di precisione e di dettaglio. Il carboncino lavora bene sia su carta liscia che ruvida, ma la carta realizzata apposta per il suo utilizzo è chiamata carta Ingres. Tuttavia, potete scegliere la carta che preferite e fare tutti gli esperimenti che desiderate, non ci sono regole fisse!

Potete temperare la punta del carboncino con un pezzo di carta vetrata, strofinandolo a poco a poco. Il carboncino, se usato lateralmente, è ottimo per riempire velocemente ampie aree scure e si presta bene anche a molti tipi di tratteggio.

Tipi diversi di carboncino
Esempi di tratto di varie forme di carboncino. Dall’alto verso il basso: Matita carboncino tonalità regular, barretta, bastoncino sottile e stecca formato maxi. Foto © Laura Maccarrone

Tipologie di carboncino

Sul mercato esistono fondamentalmente due tipologie di carboncino. Vediamo quali sono e in cosa si differenziano.

Matita carboncino: Sono stecche di carboncino compresse rivestite da un involucro di legno. Questo tipo di rivestimento rende il carboncino un po’ più duro e meno pastoso rispetto alla sua versione in bastoncini. Perfette per chi vuole lavorare con questo strumento senza pasticciare troppo e senza sporcarsi continuamente le mani. Più preciso delle stecche di carboncino, ma comunque sempre poco indicato per lavori di dettagli. È l’ideale per chi si avvicina a questo strumento per la prima volta e vuole lavorare con maggior comodità. Le matite carboncino si distinguono in tre diverse gradazioni: chiara (light o soft), media (regular o medium) e scura (black, dark o hard).

Stecche o barrette: Questa è la tipologia di carboncino tradizionale, quella più comune. Le barrette sono molto pastose e sporcano molto sia le mani che il foglio se non si fa attenzione. Sono divertenti da utilizzare, soprattutto per chi ama sentire la corposità del materiale tra le dita. Sono perfette per bozze, schizzi veloci e studi tonali, e si possono ottenere facilmente intense gradazioni di nero.

Consigli sul carboncino

Se usate stecche di carboncino naturale, la carta ruvida è solitamente quella con la quale si lavora meglio, mentre la carta liscia è più indicata per chi lavora con le matite carboncino. Tuttavia, sperimentate sempre e trovate il vostro modo personale di usare questi mezzi. Riguardo alle marche, io ho usato molto le matite carboncino della Faber-Castell. Riguardo a quelle in stecche naturali, le mie sono marca Lidl, ma vanno bene tutte quelle reperibili nei negozi di belle arti. Sempre della Faber-Castell, trovate su Amazon dei set molto carini. Questo che comprende sia le stecche sia le matite carboncino, insieme alla gomma pane (di questo strumento ve ne parlerò meglio nel prossimo articolo!) mi sembra ottimo per iniziare.

2. Inchiostri

Gli inchiostri sono strumenti estremamente versatili, che possono essere usati da soli o con acqua a seconda della loro natura. Insieme a pennelli o pennini, permettono di ottenere diversi tratti espressivi, creare effetti di texture e ombreggiature interessanti. Sono tendenzialmente strumenti bagnati, quindi andrebbero utilizzati su carta spessa e resistente, tuttavia vedremo che questo dipenderà anche dalla tipologia di inchiostri che stiamo utilizzando.

inchiostri e china
Vari tipi di penne a inchiostro ed esempi di tratto. Dall’alto verso il basso: Fude Pen marca Pentel a inchiostro resistente all’acqua, Fude Pen marca Pentel con inchiostro acquerellabile, Brush Pen marca Pentel per calligrafia, e infine penna Staedtler a inchiostro di china resistente all’acqua. Foto © Laura Maccarrone.

Tipologie di inchiostri

Oltre al formato, la consistenza del tipo di inchiostro ne determina le peculiarità e il tipo di utilizzo. Vediamo quali inchiostri possiamo trovare sul mercato e in cosa si differenziano tra loro.

Inchiostri impermeabili a base di gommalacca: sono tutti quegli inchiostri che non possono essere diluiti o mescolati con acqua, e che una volta asciutti non sbavano se vengono nuovamente inumiditi. Sono dunque perfetti per inchiostrare i contorni e i dettagli di quelle tavole che poi verranno dipinte in seguito, perché una volta che l’inchiostro sarà asciutto ci si potrà passare sopra con colori e pennello senza temere di far sbavare il tratto. Esistono in molti formati, quello più comodo è sicuramente il formato penna. Un esempio sono quelle Copic o Staedlter, che hanno la punta anche molto sottile e sono perfette per dettagli e inchiostrazioni dettagliate e nitide. La dimensione della punta solitamente varia da 0,03 (estremamente sottile) a 0,5 (più spessa e scura), ma ogni produttore ha le sue peculiarità. Se invece preferite un pennello con serbatoio, potete optare per la Fude Pen a pigmenti della Pentel. Questo pennello è ricaricabile ed è lo strumento più usato dai mangaka (i disegnatori di manga giapponesi) per inchiostrare le tavole dei fumetti, ma può essere usato tranquillamente per ogni scopo creativo!

Inchiostri non impermeabili a base d’acqua: sono tutti quegli inchiostri che possono essere diluiti in acqua per smorzarne la tonalità, e che una volta asciutti possono essere riattivati se inumiditi o bagnati con un pennello. Si possono sfumare con facilità e sono perfetti per gli studi tonali di un disegno. Esistono in vari formati, uno molto comodo è la Fude Pen a base d’acqua della Pentel, che ho usato molte volte in passato e con la quale mi sono trovata bene.

Acrilici liquidi: questa tipologia di inchiostro è molto particolare, in quanto una volta asciutto è totalmente impermeabile e non può essere riattivato. Tuttavia, quando è ancora in forma liquida può essere diluito con acqua e creare diverse tonalità dello stesso colore. Sono disponibili in varie tonalità di colore, e possono essere più o meno coprenti. Questo tipo di inchiostro si avvicina di più alla pittura, ed è solitamente venduto sotto forma di boccette. Non posso consigliare una marca specifica in quanto personalmente non ho mai usato gli acrilici, ma sembra che questi della Liquitex Ink! siano valutati molto bene.

Consigli sugli inchiostri

In generale, gli inchiostri possono essere stesi con un pennino, una penna o un pennello. Per questo, è consigliabile utilizzare una carta liscia che permetterà a questi strumenti di scorrere meglio. Se usate l’inchiostro nella sua forma meno bagnata, ovvero con pennini e penne, potrete utilizzare carte a bassa grammatura senza problemi (anche la carta da fotocopie). Tuttavia, se avete intenzione di usare inchiostri più bagnati e di mescolarli con acqua, consiglio assolutamente di utilizzare carte di grammatura più pesante (come la carta da acquerello), altrimenti il foglio si deformerà con l’assorbimento dell’acqua.

Conclusione

Sperimentare nuove tecniche e nuovi strumenti apre le porte all’immaginazione e alla creatività, perciò se qualcosa in questo articolo vi ha incuriosito soddisfate quella curiosità! La prossima volta concluderò l’excursus tra i materiali base per disegnare parlando di gomme, sfumini e altri strumenti utili.

Alla prossima!

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