IllustraStorie: La Danza del Bosco

IllustraStoria - La Danza del Bosco
La Danza del Bosco
“La Danza del Bosco”, Laura Maccarrone © 2022

Lo sento.

Sento il calore del Sole sulla mia corteccia, percepisco con le mie foglie la luminosità del giorno che inizia.

Lo vedo.

Vedo ciò che mi circonda in un modo che le altre creature non possono immaginare né sperimentare, eppure a volte il mio sguardo sembra poter arrivare molto più distante di chi possiede veri occhi.

Lo vivo.

Vivo la terra che ospita le mie radici, che mi nutre e mi sostiene, e che mi onora con il suo pulsare ancestrale.

Ascolto.

C’è una musica che sale dal bosco, attraversa le fronde dei miei fratelli e fa vibrare il nostro nucleo. Rumori e scricchiolii mi fanno capire che è giunto il tempo, che è quel giorno. Il giorno della Danza.

Mi muovo.

Una vibrazione alla volta, il mio fusto si snoda, come fosse fango modellato dalla carezza del fiume. Sono poche le volte in cui posso comprendere davvero cosa significa spostarsi. Non è come quando i miei semi percorrono il mondo trasportati dal vento o dalle creature che permettono loro di viaggiare. No, è molto diverso. Oggi io posso spostarmi nella mia interezza, una radice alla volta, un passo alla volta. Oggi io mi muovo come tutte le creature del bosco.

Arrivo.

Nella radura la musica ha aumentato la sua intensità, è la musica della festa. Oggi è un giorno speciale. Mi giro intorno, vedo i miei fratelli muoversi come me, emozionati e spaventati al tempo stesso. Sentono il richiamo, forte e potente, e non possono resistergli. Nessuno di noi può, né desidera farlo.

Sorrido.

Può il Bosco sorridere? Eppure oggi siamo qui, io e i miei fratelli, e i nostri volti esprimono la gioia nel poter danzare. Danzare sulle note di una musica che solo il cuore può sentire. Che sia un cuore di corteccia o di sangue cosa importa? Anche i sassi oggi stanno ballando insieme a noi.

Danziamo.

Pioppi, faggi, betulle, aceri, querce come me. Siamo tutti diversi, siamo tutti gli stessi. Danziamo sulle note della melodia che solo il cuore può sentire, oggi che la Natura si risveglia in tutto il suo splendore. Anche le creature del bosco stanno danzando con noi, coloro il cui cuore vibra al ritmo del Mondo.

Mi dispiaccio.

Per un solo attimo, provo pena per tutti coloro che non sono in grado di sentire quella melodia, per coloro che non sanno più ascoltare il pulsare della terra, il sussurro del vento, la risata del ruscello e il ruggito del tuono. Mi dispiace perché non troveranno mai motivo di danzare.

Ma noi oggi danziamo. Danziamo per la rinascita, per la vita. Danziamo per coloro che sanno ascoltare e per coloro che lo hanno dimenticato. Danziamo dall’alba sino al calar del Sole, quando le ombre ci ricorderanno che c’è un tempo per ogni cosa, un tempo per danzare e un tempo per riposare, e che ogni tempo è giusto. Che non c’è giorno che non abbia fine né notte che non veda la sua alba.

Danziamo vibrando, tremando, sussultando. Danzano i giovani fusti e le querce secolari. Danziamo come da millenni danzano i nostri antenati, dal primo seme del primo albero nato. È una danza antica e attuale, dimenticata e sempre nelle memorie, che non si può trascurare. Come ogni cosa su questa Terra, essa è ciclica e oggi è il suo tempo.

Il tempo della Danza del Bosco.

Laura Maccarrone © 2022. Questo racconto è ispirato alla mia illustrazione omonima. Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione del testo, anche parziale.

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